Ventidue anni e il disagio a stare su internet

Disagio a stare online

Contenuti sui social e disagio giovanile

Consumare contenuti non dovrebbe essere la normalità. Anzi, vivere in un’epoca in cui se non ti informi rimani indietro è tendenzialmente uno svantaggio a cui rimediare, non un’opportunità a priori. Io che ne ho le capacità tecniche voglio migliorare la mia dieta informativa, e lo sto facendo con lettori RSS, scraper, aggregatori e text to speech.

Mentre i miei coetanei consoomano litrate di reel io sto costruendo il mio client RSS Atom da terminale con Java.

L’idea per questo post mi è venuta guardando questo video. Nic, nel video, parla di come, dare alla gente la possibilità di iscriversi ai propri contenuti, non fa altro che promuovere l’abitudine di consumare contenuti che non si scelgono sul momento, ma che arrivino sui nostri dispositivi in autonomia.

Io invece ho già fatto un post in cui ammetto di volere essere iscritto a 500 blog per smettere di scrollare. Ho ventidue anni. Il protocollo RSS ne ha ventiquattro.

Ammetto io stesso di scrollare quelle volte in cui non ho nessuno con cui parlare o quelle volte in cui sono troppo stanco per fare altro. Però, mentre la mia generazione è degradata con TikTok, io sto “ritornando” al testo come media principale da cui essere stimolato.

Stranamente, è la fase in cui si arriva all’invenzione di termini nuovi che mi destabilizza di più. Da quando hanno iniziato ad usare la parola “short-form content” ho iniziato a storcere il naso. Ora ho perso totalmente fiducia in qualsiasi ventenne su internet.

Il testo: il media accessibile per eccellenza

Testo + Audio

Grazie alla mia nuova fissazione per i feed RSS/Atom sto consumando testo come non mai. Da poco uso anche il lettore Text To Speech come ausilio per gli articoli troppo lunghi: Un’ottima alternativa a farsi riassumere gli articoli dall’intelligenza artificiale. Un’ottima alternativa ad Audible.

Scrivere richiede attenzione ed è questo quello voglio percepire lettore e impiegare da creatore. Scrivere di più, leggere di più. Impegnarmi di più.

Prenderci cura delle cose

Il modo migliore che abbiamo di prenderci cure delle cose è porre la nostra attenzione su di esse.

Chi crea contenuti dovrebbe chiedersi cosa è un contenuto di qualità. I contenuti di qualità, secondo me, sono quei contenuti pensati, riletti, valutati e selezionati. Contenuti irriducibili, atomici, che non possono essere ulteriormente scomposti in parti più semplici.

Sono contenuti che richiedono necessariamente concentrazione per essere consumati. E se servisse concentrazione per scrollare, è inevitabile che lo si farebbe di meno. Chi i contenuti li consuma, invece, dovrebbe porre la medesima attenzione nel cercare di fare una propria selezione, perché di fatto è l’unica cosa che può fare: scegliere.

Se tutti scrivessero sui propri blog, piuttosto che fare reel, avremmo comunque un mondo che non legge i blog, ma un mondo che tornerebbe a farsi i cazzi propri: annoiarsi e distrarsi con le proprie cose, i propri hobby, i propri interessi.

Finiremmo comunque per usare la nostra attenzione per prenderci cura di quello a cui teniamo.